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Appello al Tar, la Gedit riapre i battenti PDF Stampa E-mail

MONTICHIARI. Ha avuto efficacia per un solo giorno l'ordinanza di chiusura disposta giovedì dal sindaco Elena Zanola per la contestata discarica di Vighizzolo
Il giudice amministrativo ha convocato per mercoledì l'azienda, il primo cittadino, Asl e Arpa. Comitato il giorno prima

 

Dopo il presidio delle mamme, tra la puzza incombente davanti alla Gedit, e l'ordinanza di chiusura del sindaco ecco, il colpo di scena: Gedit riapre i battenti in virtù di una decisione del Tribunale amministrativo regionale di Brescia. «Il Tar di Brescia ha accolto l'istanza presentata da Gedit spa di immediata sospensione dell'ordinanza contingibile e urgente adottata il 12 gennaio dal sindaco di Montichiari Elena Zanola» recita il comunicato della Gedit diffuso ieri pomeriggio. «CONFERMO la decisione presa dal Tar - ha commentato Elena Zanola - ma sono soddisfatta perché il giudice convoca me, la Gedit, Asl e Arpa nel suo ufficio mercoledi 18 alle 10, dopo che avremo i risultati del comitato di martedì. Porterò con me tutta la documentazione per dimostrare che abbiamo ragione». Gli ultimi camion avevano scaricato il loro carico di rifiuti nella discarica della Gedit giovedi pomeriggio, poche ore dopo la conclusione del presidio da parte dei residenti a Vighizzolo che chiedevano la chiusura della Gedit a tutela della propria salute. L'ordinanza di chiusura del sindaco è stata presa all'indomani dei malori lamentati lunedì mattina dai bambini e dai genitori davanti alla scuola e dai lavoratori delle aziende della zona. Recita infatti l'ordinanza: «In data 11 gennaio è pervenuta nota del medico competente in medicina del lavoro per alcune aziende poste nelle vicinanze della discarica Gedit nella quale si segnalava che in data 9 gennaio i dipendenti di tale ditte avevano accusato malessere dovuto alla presenza di forti odori provenienti dalla discarica, manifestando bruciore agli occhi ed alle prime vie respiratorie, nausea ed alcuni anche prurito al volto, sintomatologia che si è manifestata per quasi tutta la mattinata... » I cinque giorni di chiusura avrebbero dovuto permettere agli incaricati comunali, dell'Arpa e dell'Asl di continuare le loro indagini e preparare la relazione per un comitato speciale che si riunirà in Provincia martedì 17 gennaio, alla presenza anche di esperti della Procura. «In quel comitato non si parlerà solo della Gedit ma anche dell'impatto che Ate43 sta avendo sulla popolazione dell'area - chiarisce Stefano Dotti , assessore provinciale all'Ecologia - la questione è da tempo sotto la nostra lente d'indagine, ma ora gli ultimi fatti ci portano ad accelerare i tempi per capire ed intervenire, per quanto è nelle nostre possibilità». NELL'AREA ATE43, che circonda proprio la Gedit non opera solo la discarica di Gabana, ma anche la Ecoeternit che ha iniziato a trasferire in discarica i materiali autorizzati. Quest'ultima porterà nelle casse della Provincia circa 1,4 milioni di euro, di cui una parte dovrebbe andare al Comune a titolo di compensazioni ambientali. L'impianto è stato autorizzato dalla Regione Lombardia nel luglio 2010 e smaltirà in sette anni 500 mila metri cubi di cemento-amianto, non solo bresciano, e altri 367mila di scorie edili non pericolose. E si parlerà anche di questo nel convegno «Qualità dell'aria e salute pubblica» di giovedi 19 gennaio nella sala don Gorini di Bedizzole, organizzato dal Comitato Civico Salute e Ambiente per sette comuni bresciani, dove è stato invitato a relazionare l'ingegner Giuseppe Magro, titolare della Algebra di Lonato, l'azienda che per due anni svolgerà l'incarico di analisi ambientale (su incarico del Comune di Montichiari e del Comitato Sos Terra) sul territorio monteclarense e comuni limitrofi

 

Francesco Di Chiara

FONTE: BRESCIAOGGI

 

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